lunedì 11 giugno 2012

Hostel (2005) - Recensione

"Io ho guadagnato parecchio con te
perciò sei tu la mia puttana"
(Natalya)

Genere: Horror/Splatter
Regia: Eli Roth (tra i produttori figura anche Quentin Tarantino)
Attori Principali: Jay Hernandez, Derek Richardson, Barbara Nedeljakova
Durata: 89 min.

Se vi piacciono gli splatter e la tensione è il film che fa al caso vostro.
I protagonisti sono due ragazzi americani, Paxton e Josh, che si trovano al loro primo viaggio Interrail in Europa, durante il quale conoscono un ragazzo islandese, Oli, che si unisce a loro. La prima tappa dei tre è Amsterdam dove tra sesso e droghe incontrano un ragazzo che li indirizza in Slovacchia, in un ostello vicino a Bratislava dove si trovano ragazze bellissime e disponibili che possono fare al caso loro. Per circa metà della durata del film la narrazione si svolge così tra serate in discoteca e scene di sesso lasciando quasi la sensazione di trovarsi in un American Pie o simili. Poi però le cose cominciano a cambiare ed emerge il lato orrorifico del film inizialmente visto dagli occhi delle vittime e sfruttando particolarmente gli effetti sonori per colpire il telespettatore e poi mostrando la furia omicida degli assassini che pagano per poter uccidere secondo il loro sadico piacere dei poveri ospiti dell'ostello utilizzando qualunque strumento, come trapani, forbici o motoseghe. Sapere poi che l'idea per il film è nata dopo che il regista ha scoperto un sito internet in cui si parlava in di un luogo in Tailandia in cui era possibile uccidere delle persone in cambio di denaro, rende il tutto ancora più terribile.
Hostel a mio parere è davvero un film da vedere soprattutto per l'ansia e la tensione che è in grado di generare e alla sorpresa che è in grado di dare fino all'ultimo secondo. In più il mix che è riuscito a creare tra una commedia da college americano a horror/splatter lo rende unico. Una pellicola per niente banale e ricca di colpi di scena che certamente non vi deluderà.

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